HomeUmbriaCronacaIl lago resiste, ma serve intervenire. Non basta più gestire l’emergenzaCastiglione, le difficoltà affondano le radici nel tempo. L’apporto da Montedoglio resta insufficienteCastiglione, le difficoltà affondano le radici nel tempo. L’apporto da Montedoglio resta insufficienteRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl lago Trasimeno resiste, anche nei tratti in maggiore sofferenza, come quello compreso tra San Feliciano e San Savino. Dal molo vecchio di San Feliciano salpa ancora ogni giorno una barca a fondo piatto per accompagnare gratuitamente i visitatori a scoprire o ritrarre le bellezze dell’Isola Polvese. Tra i turisti c’è chi lo definisce bello e suggestivo nonostante il livello ridotto, pur ammettendo che il problema dell’abbassamento si nota.

A causa del basso pescaggio, Ettore - il conducente della barca - fa ogni giorno più fatica a garantire i collegamenti, riducendo la portata dei passeggeri da dieci a otto per evitare che l’imbarcazione si incagli, mentre sulla terraferma i bagnanti sono costretti a camminare per molti metri dalla riva prima rispetto ad un tempo (vedi immagini della spiaggia di Castiglione del Lago), di poter fare un bagno.

Sui social media l’opinione pubblica si concentra sulle emergenze immediate — dalla proliferazione estiva dei chironomidi dovuta al caldo nei borghi rivieraschi all’avanzare delle spiagge — ma le difficoltà affondano le radici in una situazione più lontana e meno visibile. Tra gli anni Settanta e Ottanta venne abbandonata la manutenzione dei canneti e delle rive, su cui generazioni di pescatori avevano lavorato e si pensò a sviluppare l’agricoltura prelevando acqua dal lago per irrigare i campi senza attendere l’arrivo delle condotte dal bacino della diga di Montedoglio.