Per il restauro dell’Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco a San Miniato sono stati stanziati complessivamente 650mila euro ma le opere devono ancora decollareRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn patrimonio artistico che rischia di consumarsi nel silenzio. È quello custodito nell’Oratorio di San Rocco, nel rione Scioa, zona ospedale di San Miniato, dove da anni la cittadinanza attende il recupero di opere e affreschi di straordinario valore.

Il progetto per dare nuova vita alla chiesa è pronto da tempo e, secondo le previsioni, i lavori avrebbero dovuto partire nel 2025. Sul piatto ci sono 650mila euro: 400mila arrivano da un contributo straordinario della Regione Toscana, mentre il progetto di fattibilità tecnico-economica è già stato approvato. Cinque gli interventi individuati per restituire piena dignità all’edificio e alle sue opere. Il primo riguarda il blocco del degrado della materia e dei pigmenti, seguito dalla ricucitura delle lesioni presenti nelle strutture e nelle superfici decorate.

Ma l’obiettivo non è soltanto conservativo: San Rocco dovrebbe diventare anche un centro culturale e di insegnamento, aperto a tutti, dagli studenti delle Belle Arti fino ai bambini della scuola primaria. Previsti inoltre un impianto per la regolazione della temperatura e un adeguato sistema elettrico, indispensabili per garantire la conservazione del patrimonio. L’arte della scuola sanminiatese trova infatti qui una delle sue espressioni più interessanti. Nel 1967 la chiesa fu restaurata e affrescata internamente da un gruppo di pittori di San Miniato: Lotti, Ciampalini, Giani, Giannoni, Giolli, Mori e Vezzi. Sono proprio quegli affreschi, oggi, a pagare il prezzo degli anni e dell’assenza di un intervento risolutivo.