HomeMagazineLa casa museo. Arte e futuro a Lido di Spinadi Benedetta Cucci All’inizio degli anni Settanta, all’apice della villeggiatura in Riviera, delle famiglie soprattutto emiliano romagnole, ma anche venete, che...di Benedetta Cucci All’inizio degli anni Settanta, all’apice della villeggiatura in Riviera, delle famiglie soprattutto emiliano romagnole, ma anche venete, che...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Benedetta Cucci
All’inizio degli anni Settanta, all’apice della villeggiatura in Riviera, delle famiglie soprattutto emiliano romagnole, ma anche venete, che avevano deciso di acquistare lì la casa delle vacanze, l’atterraggio sulla via Nicolò Pisano di quell’architettura così moderna e cilindrica, deve essere sembrata quella di un ufo.
Ma Remo Brindisi, pittore e collezionista, aveva scelto proprio Lido di Spina – il lido più a sud dei sette di Comacchio che deve il suo nome all’antica città portuale etrusca di Spina – per far progettare all’architetto e designer Nanda Vigo, il Museo Alternativo Remo Brindisi: al suo interno la sua collezione, ma anche la sua residenza estiva. Era il 1973 quando inaugurò, accanto alla pineta e a pochi minuti a piedi dalla spiaggia, e per i tanti villeggianti (i residenti erano una decina, ma il lido nacque proprio col boom edilizio da villeggiatura) quella struttura dall’anima spazialista ‘nelle pareti bianche o trasparenti, negli specchi e nelle luci al neon che smaterializzano gli spazi, dando a chi si trova all’interno della villa la sensazione di una diversa dimensione’, divenne una grande attrazione.







