ROVOLON (PADOVA) - Viene dimessa dall’ospedale dopo un intervento chirurgico e nella stessa giornata si sente male all’improvviso. Ricoverata d’urgenza in terapia intensiva, si spegne martedì scorso, dopo nove giorni di agonia, stroncata da un’emorragia cerebrale. Ha destato profondo dolore e cordoglio in tutta la comunità di Rovolon, e soprattutto nella frazione di Bastia dove risiedeva, la morte di Sonia Rebecca. La donna aveva 62 anni. Sonia Rebecca assieme alla sorella Teresita aveva gestito per anni a Padova la “Caffetteria Berchet”, situata nell’omonima via, ritrovo abituale di molti professionisti e avvocati.

L’INTERVENTO È la stessa sorella a raccontare, con voce rotta dall’emozione, il susseguirsi di eventi che in pochissimi giorni hanno portato alla tragica conclusione. «Sonia era stata ricoverata il 30 luglio per sottoporsi a un’operazione alla carotide – esordisce -. Era tranquilla, serena, per nulla preoccupata dall’intervento. La dimissione era fissata per il 2 agosto, trascorso il normale decorso post-operatorio». Il ritorno a casa era previsto per la tarda mattinata di quel giorno. «Era stata però trattenuta in ospedale qualche ora in più, perché aveva la pressione troppo alta – prosegue la sorella -. Poi la situazione si era stabilizzata ed era arrivata a casa alle 18. L’avevo accompagnata personalmente». Un normale rientro dopo un’operazione priva di complicazioni, iniziata alle 7 del mattino e conclusasi attorno alle 14,30. L’IMPROVVISO MALORE La situazione è però precipitata improvvisamente verso le 20,30 di quel maledetto 2 agosto. «Sonia mi chiama e mi dice di sentirsi male. “Mi sento scoppiare”, continuava a ripetere – prosegue la sorella -. Lamentava forti dolori alla testa». Subito veniva allertato il 118 e arrivava un ambulanza, seguita da un’automedica. «Mentre aspettavamo, le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate. È caduta in una specie di coma, io la abbracciavo, le sorreggevo la testa. L’aggravamento era continuo. L’ambulanza e l’automedica si sono incontrate a metà strada dalla sua abitazione. Lei è stata intubata direttamente sull’autolettiga». Poi la corsa a tutta velocità verso l’ospedale Sant’Antonio di Padova, con i famigliari al seguito con la gola stretta dall’angoscia, dove Sonia Rebecca veniva ricoverata del reparto di terapia intensiva. LA TRAGEDIA All’arrivo, il suo quadro clinico era apparso immediatamente gravissimo. Nonostante il prodigarsi dei medici, la 62enne si è spenta martedì alle 10,30. Il dramma ha lasciato sconvolti e attoniti i suoi famigliari, annichiliti da una fine così repentina e soprattutto inaspettata. E con loro, come detto, l’intero paese collinare dove Sonia Rebecca era conosciutissima. «Era una persona aperta al mondo e alla gente, solare e con uno profondo senso di solidarietà verso il prossimo – la ricorda la sorella Teresita -. Quando aveva rinnovato la sua carta d’identità, aveva autorizzato l’espianto degli organi che ora permetteranno ad altri di vivere». Le cose più importanti per lei erano la famiglia e il lavoro. «Insieme abbiamo gestito la “Caffetteria Berchet” dal 2003 al 2018 – continua la sorella -. Poi avevamo deciso di lasciare per accudire nostra madre, molto anziana. Lei se n’è andata sei mesi fa, a 92 anni».Non è stato l’unico grave lutto patito dalla sua famiglia; vent’anni fa era mancato l’amato nipote, figlio di Teresita. «Mia sorella aveva una personalità molto forte e dinamica. Come me, era una grandissima appassionata di rally. Assieme abbiamo anche partecipato ad alcune competizioni». Oltre alla sorella Teresita e al cognato Francesco, Sonia Rebecca lascia i figli Melissa, Gianmarco e Pierfilippo e i nipoti Margherita, Ludovica e Pietro. L’ultimo saluto le verrà dato oggi, alle 10,30, nella chiesa parrocchiale di Bastia di Rovolon. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati ai suoi congiunti. «Addio Sonia – è scritto in uno dei più toccanti -; il paese rattristato con dolore segue il tuo volo».