Marina di Pietrasanta (Lucca), 14 agosto 2026 – Vent’anni così, come fai a non festeggiarli? Era il 2006 quando il dj inglese Norman Jay scoprì quella “This is what you are” incisa da Mario Biondi (due anni prima) per il mercato giapponese e iniziò a inserirla nella playlist di Bbc Radio 1 trasformandola nella megahit internazionale che conosciamo. Ed è questo passato che non passa, fermato tra i solchi dell’album “Handful of soul”, a portare il 20 agosto il crooner catanese sul palco della Versiliana di Marina di Pietrasanta affiancato da una band di alto livello che vede Antonio Faraò al pianoforte, Matteo Cutello alla tromba, Giovanni Cutello al sax, Ameen Saleem al basso, Devid Florio alle percussioni e, a seconda del calendario, David Haynes, Nicolas Viccaro o Francesca Remigi alla batteria. Tutto nell’attesa di tornare nei teatri in autunno, con tappe l’11 novembre al Verdi di Montecatini e il 12 al Lyrick di Assisi.
Come ci si trova a lavorare in un’estate calda come questa?
“Diciamo che non è la condizione ideale. Anche perché, pur senza scadere nel patetico, l’età avanza e qualche acciacco si fa sentire; se poi, per via del caldo o dell’aria condizionata, non dormi bene la notte, ti trascini appresso quel malessere tutto il giorno. O, almeno, a me capita così. Un dazio da pagare al privilegio di poter fare il più bel mestiere al mondo, che ti mette a contatto con persone pazzesche. L’altra sera, ad esempio, una signora della mia età m’ha portato una foto scattata assieme nel 2006, quando uscì ‘Handful of soul’. Le ho detto: ‘Facciamone un’altra ora, per festeggiare vent’anni di canzoni e d’incontri’. È stato bellissimo”.










