Il cambio australia/dollaro chiude la settimana attorno a quota 0,7050 dollari, in un clima di incertezza che riflette la convergenza di tre grandi forze: la riunione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia (RBA), le mosse della Fed dopo dati occupazionali deludenti e la ricomparsa di interrogativi sulla tenuta della domanda cinese di materie prime.
Una combinazione che ha tenuto la major in un range lateral rialzista stretto, ma tecnicamente rilevante, con il mercato in attesa di un segnale direzionale che ancora non è arrivato.
Le mosse della Rba e l'orientamento restrittivo Non ha infatti aiutato l’ambiguità dalla Rba che martedì scorso ha confermato i tassi al 4,35%, pur avendo un tono da falco.
La mossa era scontata dai mercati al 90% circa, ma ciò che conta non era tanto lo status quo in sé, quanto la comunicazione che l'ha accompagnata.
Il Monetary Policy Statement pubblicato contestualmente alla decisione ha mostrato un board che rimane orientato in senso restrittivo.






