Sul mercato delle valute il dollaro USA resta debole, con la terza settimana consecutiva di ribassi. La Federal Reserve ha tagliato i tassi, portandoli dal 4,00% al 3,75%, con una mossa che era però ormai ampiamente attesa dagli operatori. Per i banchieri centrali americani ci sarà soltanto un taglio al costo del denaro nel 2026, verosimilmente non prima di metà anno. I mercati, invece, prezzano due sforbiciate ai tassi, portando il costo del denaro verso il 3,25% entro fine 2026. Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione e del mercato del lavoro, già partendo dai dati in arrivo in settimana.
Attesa per le decisioni della Fed, cosa può succedere ai mercati nel 2026
Complessivamente il dollaro resta debole, con il cambio fra l’euro e la banconota verde salito nuovamente verso 1,17 ed in calo da inizio anno di oltre 13 punti percentuali. Sembra quindi confermarsi la statistica che negli ultimi trent’anni ha visto il dollaro perdere quando alla Casa Bianca c’era un presidente repubblicano.
Fra i dati dei prossimi giorni troviamo appunto i numeri sull’inflazione americana di novembre, ma anche le decisioni sui tassi di interesse da parte della BCE, della Banca d'Inghilterra e della Banca centrale giapponese.







