| 14 Agosto 2026 02:02 |
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(Adnkronos) –
Livelli più alti di microplastiche nel sistema nervoso sono associati a un maggiore rischio di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Indica una nuova pista da seguire nelle malattie neurodegenerative uno studio italiano in pubblicazione su ‘Brain Communications’, condotto da scienziati dell’università di Modena e Reggio Emilia. I risultati del lavoro suggeriscono un possibile effetto neurotossico in particolare delle microplastiche più piccole, le nanoplastiche, che però va ancora chiarito. Gli autori ritengono necessarie conferme da studi più ampi.
“Lo studio – spiegano da UniMoRe – ha determinato per la prima volta al mondo i livelli di microplastiche, e in modo particolare delle nanoplastiche (caratterizzate da ridottissime dimensioni, dell’ordine dei decimillesimi di millimetro), nel liquor e quindi nel sistema nervoso centrale di pazienti con Sla, paragonando tali livelli con quelli riscontrati in persone sane. I risultati suggeriscono come elevati livelli di microplastiche siano associati, al di sopra di un livello ‘soglia’ di esposizione individuato nella ricerca, a un maggior rischio di Sla, o a causa di un effetto tossico diretto di tali contaminanti o per l’azione di altre sostanze tossiche associate alle microplastiche. Lo studio è anche il primo a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue (dove sono presenti grazie all’esposizione ambientale e all’introduzione tramite la dieta) e presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso, ponendo le basi per la realizzazione e validazione di nuovi studi nell’uomo su tali inquinanti di particolare attualità, e sul loro possibile ruolo nel determinare malattie del sistema nervoso”.






