Nuovo capitolo nella lunga e complessa vicenda amministrativa che da mesi vede contrapposti il sindaco Giuseppe Scrivano, la minoranza consiliare, il commissario ad acta nominato dalla Regione e gli organi della giustizia amministrativa. Adesso arriva un nuovo provvedimento che modifica lo scenario: il primo cittadino ha disposto la revoca di una serie di ordinanze sindacali adottate tra la fine del 2025 e l’estate del 2026, comprese quelle che avevano riguardato il funzionamento del Consiglio comunale, l’insediamento del commissario ad acta e alcune procedure legate all’attività dell’assemblea cittadina.
L’ordinanza sindacale n. 57 del 6 agosto 2026 dispone infatti la revoca immediata di diversi provvedimenti precedentemente adottati, motivando la scelta con l’intervenuto mutamento dell’assetto degli interessi sotteso agli stessi e con la volontà di procedere in autotutela.
Nel documento il sindaco richiama l’esigenza di assicurare il regolare svolgimento dell’attività amministrativa, evidenziando come l’interesse pubblico attuale sia quello di garantire la continuità e la regolarità dei lavori del Consiglio comunale, attraverso gli strumenti ordinari di verifica previsti dalla normativa, evitando il permanere di misure che potrebbero alimentare ulteriori incertezze e conflittualità istituzionali.






