“Dall’inizio dell’anno gli sbarchi sono calati rispetto al 2025 e ci tengo ad evidenziare che negli ultimi 15 anni si sono registrati due diminuzioni significativi e, me lo consentirete, non casuali. Il primo nel 2018 quando il collega Salvini era ministro dell’Interno e il sottoscritto, più modestamente, suo Capo di Gabinetto e il secondo oggi grazie alle politiche messe in atto dal governo meloni”. Così, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, durante la sua audizione, sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere con la Spagna dopo i fatti di Ceuta.
Piantedosi parla davanti davanti al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Parole che il presidente del Comitato, il democratico Graziano Delrio corregge. “Nel 2018 ero ministro delle Infrastrutture e quindi responsabile dei salvataggi in mare (dicastero che ingloba la responsabilità sulla Guardia Costiera, ndr) e devo dire che nel 2018 sono sbarcate 23mila persone ed era effetto delle politiche fatte prima, perché voi siete arrivati (al governo, ndr) dopo il primo di giugno”.
Piantedosi poi lancia “un altro dato significativo”, quello relativo al numero delle espulsioni sicurezza nazionale. “Dall’ottobre del 2022 a oggi ne abbiamo effettuate 256”. E più in generale “cresce – afferma il titolare del Viminale – il trend dei rimpatri complessivi che nel corso del 2026, a oggi, sono arrivati a circa 5300. Quasi il doppio del 2024 e del 2025”










