Il ministro rivendica l’operazione e smonta i detrattori: “Spesi 50 milioni su una copertura di 134. Rimpatriate 80 persone”
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TESTO ARTICOLO“Nei primi cinque mesi dell'anno gli arrivi irregolari si sono ridotti del 54% rispetto a un dato consolidato dell'anno precedente che era già in calo del 60% rispetto a quando ci siamo insediati”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dal festival dell’Economia di Trento, ha snocciolato i numeri relativi al contrasto dell’immigrazione clandestina relativi all’operato di questo esecutivo, che dimostrano gli ottimi risultati raggiunti nonostanti i diversi tentativi di rallentamento delle politiche di controllo. Soprattutto, ha aggiunto, “c'è un impegno che stiamo portando avanti sulla maggiore efficacia dei rimpatri. Abbiamo portato il rapporto tra rimpatri e arrivi regolari dal 10,2% al 34%. È il frutto del lavoro che stiamo facendo, che è fatto di relazioni internazionali molto importanti”.L’impostazione italiana è diventata negli anni quella europea sui migranti, con buona pace di chi ha sostenuto l’isolamento internazionale di Giorgia Meloni, come dimostra il nuovo Patto per le migrazioni che certifica e rilancia il modello Albania. Il progetto italiano è stato ostacolato fin dal principio ma sta dimostrando di essere uno strumento efficace copiato da molti altri Paesi europei. “È un'operazione innovativa, che caratterizzerà il nostro futuro. Le risorse spese sono state per gli investimenti, prima ancora che per la gestione. Il personale di polizia impiegato nel centro è di 200 unità e non di cinquecento”, ha spiegato, soprattutto dopo “l'entrata in vigore dei regolamenti europei”.Il ministro ha voluto anche rispondere a quanti, in questi mesi e anni, hanno gridato allo sperpero di denaro e al fallimento, sottolineando che “nel 2025 per il Centro per i rimpatri in Albania sono stati spesi 50 milioni di euro. Lo stanziamento in bilancio prevede una copertura annua massima di 134 milioni di euro.Abbiamo rimpatriato 84 persone, tra loro condannati per omicidio, per violenza sessuale sui minori, per furti e narcotraffico”. L’operazione Mare Nostrum, invece, “portò in Italia 500mila persone in tre anni, di cui il 70-80% non aveva diritto alla protezione internazionale” ed ebbe “un costo di 8 miliardi di lire: in un anno spesero 110 milioni”.







