Valter Lavitola resta in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci, il gip ha respinto la richiesta dell’avvocato dell’imprenditore campano per gli arresti domiciliari. Nell’ordinanza in cui viene confermata la misura cautelare della detenzione, il giudice per le indagini preliminari ha evidenziato che l’accusato ha reso “dichiarazioni fumose, assolutamente generiche e prive di qualsivoglia indicazione concreta suscettibile di riscontro”.

Lavitola resta in carcere

Il viaggio programmato in Camerun

Il ridimensionamento del ruolo

Lavitola resta in carcereL’avvocato di Valter Lavitola, Sergio Cola, aveva presentato un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari. Sulla richiesta i pm della Procura di Roma avevano dato parere negativo, il gip di Roma, Iole Moricca, ha deciso che deve restare in carcere.“Rimane totalmente immutato il rischio di azioni recidivanti – si legge nell’ordinanza – anzi aggravato dalle stesse dichiarazioni dell’indagato che hanno ulteriormente evidenziato la disinvoltura criminale con cui ha programmato l’atto intimidatorio”.ANSASecondo la tesi dell’imprenditore, non sarebbe dovuta essere fatta esplodere una bomba, ma l’azione avrebbe dovuto essere compiuta mediante l’uso di armi.Il gip non crede alle dichiarazioni rilasciate nell’interrogatorio da Lavitola e ritiene immutato “il pericolo di inquinamento probatorio a fronte del fatto che l’indagato anche in sede di interrogatorio ha confermato di godere di una fitta e ramificata rete di contatti, sicché è di tutta evidenza che la sostituzione della misura cautelare agevolerebbe non solo i suoi contatti con Clesio Tavares ancora in libertà (trovandosi in Africa), ma consentirebbe di corroborare la sua tesi difensiva, ostacolando le ulteriori eventuali indagini che il pm intenda compiere”.Il viaggio programmato in CamerunRiguardo al pericolo di fuga, il giudice ha citato “la circostanza che l’indagato avesse già programmato il viaggio in Camerun per il 4/7/2026 per lo svolgimento di una importante conferenza di servizi a cui era stato poi costretto a partecipare in video conferenza e che sia solito acquistare biglietti per voli intercontinentali il giorno prima, come sostenuto in sede di interrogatorio, allo stato non pare assolutamente provata, pertanto l’unico dato oggettivo acquisito e che egli ha acquistato il biglietto aereo solo dopo l’arresto degli esecutori materiali”.