| 13 Agosto 2026 19:07 |

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Roma, 13 ago. (askanews) – La sospensione di Schengen dopo la crisi di Ceuta “non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner” ma dettata dalla necessità di “evitare pericoli per la sicurezza nazionale”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha motivato così, in audizione parlamentare davanti al Comitato Schengen, la decisione del governo.

“I primi report testimoniano come l’impatto della misura sui cittadini europei sia pari a zero”, ha sottolineato, aggiungendo che l’eventuale revoca del provvedimento (previsto inizialmente per la durata di un mese) non ci sarà “prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Rischi, ha detto, anche di “potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”.

Un’ipotesi, questa, subito smentita dalla Spagna. Il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska, in visita a Ceuta, ha garantito che non c’è “nessun allarme terrorismo”.