Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici dà il via libera al Ponte sullo Stretto ma assegna “compiti a casa” e una verifica intermedia, tra le prescrizioni la richiesta più ricorrente: aggiornare dati e analisi

Circa 350 pagine, oltre cento prescrizioni, un lungo elenco di raccomandazioni, un sistema di verifiche articolato in due fasi. Per il Consiglio superiore dei Lavori pubblici «il processo progettuale» del Ponte sullo Stretto di Messina «può proseguire» ma ai progettisti viene assegnato un lungo elenco di “compiti a casa”. Non dovranno essere svolti tutti insieme: la redazione del progetto esecutivo dovrà prevedere due fasi – A e B – con una verifica intermedia obbligatoria. Nella Fase A andrà svolta una serie di approfondimenti preliminari (qui rientrano ad esempio la verifica delle faglie o l’aggiornamento dello studio della frana dell’Annunziata) e toccherà a un “soggetto verificatore” assicurarsi che le prescrizioni siano stato soddisfatte. Nella Fase B si potrà completare il progetto esecutivo, tenendo conto dei risultati ottenuti dagli approfondimenti della Fase A.

Nei fatti quello che il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ripete a più riprese è che il progetto definitivo del Ponte ha 15 anni e si sentono tutti. Il lavoro dei progettisti, per quanto riguarda le analisi preliminari, conquista in più punti note di apprezzamento, ma richiede – e viene prescritto dal Consiglio – una sessione di nuove indagini, aggiornamenti, controverifiche, approfondimenti che tengano conto di strumenti, tecnologie e conoscenze oggi disponibili.Vediamo nel dettaglio alcune delle prescrizioni principali.