L'emergenza provocata dall'eruzione dell'Etna sta mettendo sotto pressione il sistema del trasporto aereo siciliano, proprio nel pieno della stagione turistica. La cenere vulcanica ha costretto l'aeroporto di Catania a ripetute limitazioni operative e, secondo l'ultimo aggiornamento, lo scalo resterà chiuso fino alle 8 di venerdì 14 agosto. Il risultato è una lunga sequenza di cancellazioni, riprogrammazioni e dirottamenti che coinvolge migliaia di viaggiatori.

In questo scenario, a fare da scalo alternativo è stato anche Trapani Birgi, che in meno di una settimana ha gestito oltre 100 voli aggiuntivi, accogliendo più di 15mila passeggeri dirottati da Catania. Numeri che si sommano a una programmazione estiva già particolarmente intensa e che restituiscono la dimensione dello sforzo richiesto all'aeroporto della Sicilia occidentale.

Trapani Birgi sotto pressione per l'emergenza Etna

L'attività straordinaria dello scalo trapanese si inserisce in un quadro di forte pressione sull'intero sistema aeroportuale dell'Isola. La chiusura o la limitazione dello scalo di Catania ha infatti imposto alle compagnie aeree di individuare rapidamente alternative per garantire, dove possibile, la continuità dei collegamenti. Palermo, Trapani e Comiso sono stati chiamati ad assorbire parte del traffico, con conseguenze anche sulla gestione a terra dei passeggeri.