Il santuario shintoista di Yasukuni a Tokyo, dove sono commemorati quasi due milioni e mezzo di soldati morti al servizio dell’imperatore giapponese, ha vietato a visitatori e fedeli di entrare travestiti con repliche di uniformi militari o vecchi abiti in stile militare. I soldati in servizio giapponesi e stranieri sono esentati dal divieto e possono accedere al santuario in divisa.

Visitare il tempio vestendosi come soldati è un’usanza diffusa soprattutto fra i gruppi dell’estrema destra giapponese, che lo considerano un simbolo di militarismo e nazionalismo. Per questo stesso motivo il santuario è invece molto criticato dai paesi che hanno subìto l’imperialismo giapponese in passato: Cina, Taiwan, Corea del Sud e Corea del Nord. Un aspetto particolarmente controverso è la commemorazione di 14 persone condannate a morte dopo la Seconda guerra mondiale per crimini contro la pace, un tipo di crimini di guerra particolarmente gravi. Il santuario è visitato spesso dai primi ministri e da altri importanti politici giapponesi, e ogni volta episodi di questo tipo causano incidenti diplomatici.

L’annuncio del divieto non è arrivato in un momento dell’anno casuale: il 15 agosto si commemora l’81esimo anniversario della resa del Giappone nella Seconda guerra mondiale. Comunque il divieto sarà valido tutto l’anno.