Una storia di solidarietà e riscatto che parte da Gaza e arriva in Salento, a Scorrano. È quella che ha per protagonista Emen, una giovane madre palestinese, e i suoi quattro bambini, tutti al di sotto degli 11 anni, arrivati feriti e bisognosi di cure urgenti all’aeroporto militare di Galatina lo scorso 29 settembre con un volo dell’Aeronautica militare. Uno dei bambini, figlio di suo fratello, rimasto orfano di entrambi i genitori morti sotto le bombe e gravemente ferito all’anca destra, presumibilmente a causa di un’esplosione, per mesi ha ricevuto le cure dal reparto di pediatria e dal personale sanitario dell’ospedale di Scorrano.

Residenti ormai in Salento da quasi un anno, rifugiati con protezione umanitaria, i quattro bimbi frequentano la scuola primaria e vivono grazie ad una rete di solidarietà del Comune e della comunità locale. Emen ora ha anche una piccolissima casa in cui crescere i suoi figli e il nipotino, in via di arredamento grazie a varie donazioni private. La giovane donna, però, vorrebbe tornare a lavorare. Ha un diploma universitario in Tecnologie multimediali conseguito all’Università di Gaza City, accademia ormai totalmente distrutta dai bombardamenti israeliani. Nemmeno i server con tutti i dati, essendo stati polverizzati, hanno permesso il rilascio di certificazioni e attestazioni dei suo titoli di studio.