Una vittoria di misura di un candidato riformista dei democratici in Wisconsin, una vittoria della candidata progressista in Minnesota e il peso ancora determinante del sostegno di Donald Trump per i candidati repubblicani. Sono alcune delle indicazioni emerse dalle primarie che si sono svolte l’11 agosto in Wisconsin, Minnesota, Carolina del Sud, Connecticut e Vermont in una delle ultime occasioni elettorali prima delle elezioni di metà mandato di novembre negli Stati Uniti.
Le primarie democratiche in Wisconsin, Minnesota e Connecticut hanno indicato che la base del partito desidera nuovi leader con una linea più dura contro la politica migratoria del presidente Trump, candidati più giovani e progressisti.
Sul fronte repubblicano, il peso del sostegno di Trump ai candidati è ancora importante, nonostante l’indice di gradimento del presidente sia al minimo storico dall’inizio del suo secondo mandato.
L’immigrazione come spartiacque
La corsa al senato per i democratici in Minnesota era considerata una cartina di tornasole per stabilire se il partito avesse la fermezza necessaria per opporsi alle politiche migratorie del presidente Trump, che proprio in Minnesota negli ultimi mesi ha espulso centinaia di persone e ha mandato nello stato, storicamente guidato dai democratici, migliaia di agenti dell’Ice per attuare l’operazione Metro surge, che ha scatenato manifestazioni di protesta in sostegno degli immigrati e in cui sono state uccise due persone.












