Una serie di vittorie dei candidati progressisti in varie zone degli Stati Uniti segnala la crescente voglia di cambiamento della base democratica e mette in discussione i leader del partito

Tra gli elettori del Partito democratico sta succedendo qualcosa. Nell’ultimo anno e mezzo è cresciuto il disgusto nei confronti del presidente Donald Trump, ma anche l’indignazione nei confronti dei loro leader. Dopo alcuni risultati sorprendenti alle primarie di due settimane fa in Colorado, è sempre più chiaro che la base vorrebbe sbarazzarsi dell’intero establish­ment politico democratico.

In Colorado, nella prima circoscrizione elettorale per il congresso, una roccaforte del partito, Melat Kiros, una socialista democratica di 29 anni, ha battuto la parlamentare in carica Diana DeGette. In un collegio vicino, un giovane progressista ha stracciato un candidato più moderato e nelle elezioni di metà mandato di novembre affronterà il parlamentare repubblicano in carica (che alle ultime elezioni ha vinto per pochi voti). Nelle primarie per scegliere il prossimo governatore, l’esperto senatore Michael Bennet ha perso contro il procuratore generale dello stato, che si è presentato con un programma più di sinistra.