Al peggio non c’è mai fine, è proprio il caso di dirlo. Ma si potrebbero scomodare anche altri detti popolari come “oltre al danno la beffa”, che forse è più calzante. Migliaia di passeggeri bloccati da giorni per la chiusura dello scalo internazionale di Catania a causa della continua emissione di cenere vulcanica dovuta all’eruzione dell’Etna ed ecco che alcuni sciacalli ne approfittano per chiedere alla gente un occhio della testa per poco più di 200 km di trasferimento dalla città etnea all’aeroporto di Palermo. Una cifra monstreE sì, perché c’è chi parla anche della richiesta di 800 euro per chi deve recarsi a Palermo e partire dall’aeroporto di “Punta Raisi”: si tratta di mezzi privati (transfer) che sono senza dubbio più comodi e veloci della possibilità di prendere un treno (che impiega delle ore) ma a prezzi folli. In tutto questo, ovviamente, bus e navette sono state prese d’assalto e sono strapiene. Sono senz’altro questi mezzi le valide alternative per andare dall’altra parte della Sicilia visto che il prezzo si aggira in poche decine di euro ma spesso la domanda è più alta della capienza effettiva.La denuncia dell’attoreE dunque, ecco le speculazioni. In pratica, un Catania-New York a ottobre, andata e ritorno, costa appena di più di 800 euro. Ma è assurdo pagare una cifra del genere per il diritto di raggiungere lo scalo palermitano. Nelle ultime ore c’è anche stata la denuncia dell’attore e sceneggiatore Filippo Laganà che sui social ha raccontato la propria vicenda.“Sono da 4 ore e mezza in fila per arrivare al desk dove ci sono due povere ragazze in attesa di capire come possono aiutarci. Ci viene suggerito di andare verso l’aeroporto di Palermo a spese nostre senza darci nessun tipo di rimborso né una navetta. E il costo delle navette fino a Palermo è di 700 euro a persona“, ha sottolineato l’attore.In campo un piano straordinarioPer far fronte alla chiusura dell’aeroporto di Catania si fa quel che si può: per quanto riguarda il collegamento ferroviario, Trenitalia ha già provveduto ad aggiungere sei treni speciali sulla tratta Palermo-Messina-Catania. Sono aumentati anche i trasporti su strada con 20 corse al giorno per ogni direzione. Discorso simile anche per arrivare a Comiso, distante 100 km dal capoluogo etneo con 12 corse per ogni tratta. Catanesi e viaggiatori rivolgono lo sguardo in alto, verso la cima dell’Etna: l’aeroporto rimarrà chiuso, sicuramente, fino alle ore 2 del 14 agosto ma tutto dipenderà dall’emissione di ceneri e dalla disposizione dei venti in quota. L’unica cosa da fare, in questi casi, è incrociare le dita e auspicare che “A Muntagna” conceda una tregua.