A Oakland, nella baia di San Francisco, in Jack London Square, la zona sul lungomare con ristoranti e negozi, una targa ricorda che l’autore di ‘Il richiamo della foresta’ fu marinaio, scaricatore di porto, cercatore d’oro in Canada, pescatore di salmoni, corrispondente di guerra e oratore socialista. Un uomo dalla vita breve quanto intensa e tumultuosa, alimentata da infinite esperienze, prima fonte di materiale narrativo per la sua sterminata opera letteraria che spazia dai Mari del Sud alle avventure nel selvaggio Yukon canadese, dalla dura vita dei vagabondi che viaggiavano clandestinamente sui treni che portano all’Ovest (raccontata in ‘La strada’) al Giappone, dalle Hawaii all’Artico e all’Australia. Il fulcro della sua vita su però la California. John Griffith Chaney London nacque a San Francisco il 12 gennaio 1876: 150 anni fa. Vide la luce in una casa tra 3rd and Brannan Streets, dove lo ricorda una targa posta dalla California Historical Society, l’istituzione che conserva documenti, prime edizioni e fotografie che disegnano la sua vita avventurosa e i suoi viaggi in mare.
House of Happy Walls, dove Jack London visse fino alla morte (foto House of Happy Walls Museum) Era figlio di Flora Wellmann, madre inquieta e poco attenta, e di un padre che si dileguò senza riconoscerlo. Gli diede il cognome John London, l’uomo che sposò la madre pochi mesi dopo la sua nascita. Lasciò gli studi giovanissimo per lavorare in fabbrica, scaricare merci al porto, razziare ostriche sulla costa e imbarcarsi come mozzo a 17 anni. A San Francisco cementò il suo rapporto con il mare testimoniato da tanti romanzi. Qui vive e si imbarca ‘Martin Eden’, il giovane marinaio di umili origini che cerca di elevarsi culturalmente e socialmente. Molti lessero Martin Eden come il suo alter-ego letterario: pubblicato nel 1909, è la sua opera più complessa, più esistenziale che avventurosa, un grande romanzo americano testimone di primo piano della grande letteratura d’oltreoceano. A Oakland, la targa in Jack London Square si trova a fianco della replica del piccolo capanno in cui lo scrittore visse nello Yukon canadese nell’inverno tra 1897 e 1898 per partecipare alla corsa all’oro sul fiume Klondike. Il capanno originale lo recuperò nel 1968 lo scrittore Dick North con una spedizione tra Alaska e Canada insieme al sergente Ralph Godfrey, esperto di calligrafia della polizia di Oakland, che verificò l’autenticità della firma di Jack London incisa sul soffitto. Appurata l’autenticità, il capanno in legno fu smontato e i tronchi furono divisi in due blocchi. Uno andò nella vicina Dawson City, nello Yukon canadese, e l’altro fu trasferito a Oakland dove fu ricostruito con parte dei materiali originali e inaugurato nel 1970. Così il mitico capanno di Jack London si sdoppiò in due repliche: a Oakland e in Canada.






