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L’ICE, l’agenzia del governo statunitense che si occupa del controllo delle frontiere e del contrasto all’immigrazione illegale, ha comunicato che intende dotare i propri agenti di guanti speciali, che possono trasmettere una scossa elettrica alle persone toccate da chi li indossa. L’annuncio è stato molto criticato sia dai politici di opposizione sia dagli attivisti che si occupano di diritti delle persone migranti, che la vedono come l’ennesima tecnica brutale adottata dall’agenzia, già molto contestata per il modo arbitrario e violento in cui mette in atto le severe politiche anti-immigrazione volute dal presidente Donald Trump.
I guanti in questione si chiamano GLOVE, acronimo che compone la parola inglese che indica appunto “guanto” e che tradotto significa qualcosa come “emettitore di basso voltaggio”. Il loro obiettivo non è fermare una persona pericolosa o in fuga, ma costringere qualcuno che oppone resistenza a un agente a obbedirgli: sono infatti presentati come strumenti per gestire e smorzare situazioni che rischierebbero di sfociare nell’uso di armi più pericolose.
All’apparenza sembrano dei guanti da lavoro normali, ma quando vengono accesi possono trasmettere alla pelle di una persona una scarica di circa 300 volt: abbastanza da causare dolore ma non da provocare spasmi muscolari e immobilizzarla come fa invece il taser, la pistola che spara elettrodi in dotazione a molti corpi di polizia, anche in Italia. A differenza del taser, inoltre, non lasciano segni sulla pelle né bruciature, e non danno la scossa attraverso i vestiti.










