TRENTO. Il caldo estremo diventa un rischio strutturale anche per il pubblico impiego provinciale e la Provincia apre il confronto con i sindacati per introdurre nuove misure di tutela. Ad annunciarlo è il vicepresidente e assessore al lavoro Achille Spinelli, che ha chiesto l'attivazione di un tavolo negoziale con le organizzazioni sindacali rappresentative. L'obiettivo è arrivare a misure contrattuali specifiche per i periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, con un'attenzione particolare ai servizi di manutenzione infrastrutturale e al comparto forestale.
«Alla luce dell’evoluzione delle condizioni climatiche e della necessità di assicurare un’applicazione effettiva e uniforme delle misure di prevenzione anche nell’ambito del pubblico impiego provinciale, ho richiesto l’attivazione di un confronto negoziale», spiega Spinelli. Sul tavolo potranno finire la rimodulazione degli orari e delle attività lavorative, pause adeguate, modalità flessibili di svolgimento della prestazione quando compatibili con le mansioni e procedure uniformi da attivare quando il rischio legato al caldo raggiunge livelli elevati.
Particolare attenzione, sottolinea la Provincia di Trento, dovrà essere riservata al personale maggiormente esposto e ai lavoratori più vulnerabili per condizioni personali o di salute. Il punto di partenza è che i recenti picchi registrati anche in Trentino dimostrano come l'esposizione alle alte temperature non possa più essere considerata un'emergenza occasionale, ma un fenomeno destinato a incidere sempre più sulla sicurezza e sull'organizzazione del lavoro.Il caldo diventa un rischio strutturale






