“Mio padre era barbiere, non ha condiviso granché con me, tranne il lavoro e il senso dell’onestà. A 12 anni lavoravo con lui”. A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è Roberto D’Antonio, che ha imparato il mestiere di famiglia. E, con gli anni, è diventato il parrucchiere dei vip: politici, cantanti, conduttori, attori. Il suo salone è a Roma, vicino a Palazzo Montecitorio.
Molti gli chiedono consigli, ma “non diventerò mai un dittatore di gusti”. Però è un osservatore: “Le milanesi hanno iniziato prima delle romane a togliersi il bianco e truccarsi di meno. Girano con la ciabattina ma con la Kelly al braccio. Sono meno apparecchiate. Però poi rimane un tema di fondo: se stai bene bionda, perché ti fai castana? Come non capisco quelli che “a una certa” ti consigliano i capelli corti, perché sei più elegante”.
Da lui, ad acconciare e tagliare i capelli, sono andati davvero tutti. Tra le sue clienti anche Lili Gruber, Mara Venier e Nancy Pelosi. Non segue la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma “le mando dei messaggi dicendole quello che mi piace e non. Credo che mi ascolti perché la vedo più liscia o con il raccolto, più adatti al ruolo. Le ho sconsigliato l’ondina da influencer“.








