VENEZIA - Come si definisce? «Un parrucchiere». Non il parrucchiere dei vip (citofonare Paolo Sorrentino che per la prima de La Grazia lo aspetta nella sua camera, all’Excelsior, per una aggiustatina. «Glieli ho tagliati venti giorni fa, vediamo com’è messo»). Non il mago del colore (il biondo di Mara Venier è suo) e neanche delle forbici (chiedere a Fiorello chi gli ha tagliato la chioma o a Maria Elena Boschi quando ha inaugurato la frangia).
Roberto D’Antonio, 66 anni il prossimo 15 ottobre, salone a Roma a pochi passi da Montecitorio, è l’indiscusso parrucchiere di politici, attrici, presidenti, potenti, divi, telegiornalisti e telegiornalisti. Adesso è al Lido di Venezia in duplice veste: parrucchiere e attore. Marco Bellocchio, per la serie Portobello, l’ha voluto infatti sul set, un cameo vivente: «Il mio ruolo? Roberto D’Antonio! Sono l’amico della giovane moglie di Enzo Tortora. E calcherò il red carpet, che gioia!».
Com’è diventato "il" parrucchiere, i divi vogliono solo lei.
«A 12 anni, dopo la seconda media, più che altro per togliermi dalla strada, mia mamma mi mandò dal suo parrucchiere a Civita Castellana. Credo che, in anni in cui non era né riconosciuta né accettata, mamma avesse percepito la mia omosessualità. Ho cominciato così, prima in quel paesetto, poi a Santa Severa, dove i proprietari aprirono un nuovo negozio da giugno a ottobre. La mia “scalata” romana è iniziata lì. Credo di aver avuto dei doni: il senso del bello, la manualità, il vedere oltre. Io una testa la vedo finita quando è ancora bagnata».






