In Francia, nel 2021 è stata varata la legge n. 2021-1539 contro il maltrattamento degli animali, la cui entrata in vigore sta avvenendo progressivamente dal 2024. Tra le diverse misure previste, è vietata la vendita di cani e gatti nei negozi, c'è lo stop agli animali selvatici nei circhi itineranti e nei delfinari ed è previsto anche che chiunque sia stato condannato per violenze nei confronti delle altre specie non possa più comprarne né adottarne. Per garantire l'applicazione di quest'ultima misura, è previsto un database nazionale che conterrà i nomi di chi si è macchiato di reati contro gli animali. La riforma è anche accompagnata da un aumento delle sanzioni fino a 75mila euro e 5 anni di carcere.

L'attuazione dei vari provvedimenti sta sempre di più prendendo forma e le associazioni locali plaudono il percorso intrapreso dal governo. Recentemente il primo ministro, Sebastian Lecornu, ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni animaliste e con un post su X ha ribadito la fermezza dell'esecutivo nel voler andare avanti su quanto già legiferato: "Il benessere degli animali è una priorità per i nostri cittadini. Qualche giorno fa ho riunito a Matignon i rappresentanti delle principali associazioni per la protezione degli animali. Le loro osservazioni sono state ampiamente condivise: alcune disposizioni della legge del 2021 non sono ancora pienamente attuate, mentre le nuove sfide richiedono nuove soluzioni. A seguito di questi incontri, ho deciso di attuare una serie di misure concrete per rafforzare la tutela degli animali, migliorare l'applicazione della legge e sostenere coloro che si dedicano quotidianamente a questa causa". Ciò che intende fare il premier francese lo spiega poi la fondazione 30 Millions d'amis, tra le organizzazioni più importanti della Francia: il Governo ha annunciato in particolare l'imminente pubblicazione del decreto che sanziona le violazioni del divieto di vendita di cani e gatti nei negozi di animali. "Le indagini condotte dalla Fondazione nel 2025 e nel 2026, comprese le riprese con telecamere nascoste – ricorda Lorène Jacquet, responsabile degli affari pubblici dell'organizzazione – hanno rivelato che alcuni esercizi commerciali continuano a praticare questo commercio illegalmente, ed è urgente fornire alle autorità gli strumenti per agire".