Le interviste patinate
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Armando Torno e Carla Moreni
Firenze, 13 agosto 2026 - Domenica 16 agosto alle ore 22 andrà in onda la puntata di ‘Musica Maestro’ su Radio24 con l’intervista a Maurizio Sessa sul suo libro ‘L'orologio cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio’ (Medicea di Firenze) e dopo qualche ora sarà disponibile il podcast sul sito di Radio 24 (https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/musica-maestro), sulla app e sulle piattaforme. La trasmissione è condotta da Armando Torno con Carla Moreni. Armando Torno è un editorialista e saggista. È stato responsabile (e fondatore) del supplemento culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore”, responsabile delle pagine culturali de “Il Corriere della Sera” ed editorialista. Dalla fondazione di “Radio 24” collabora e conduce “Musica maestro”, trasmissione che nel 2014 ha vinto il Premio Flaiano. Carla Moreni è docente di Poesia per musica e Drammaturgia musicale al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Como. Dal 2000 è titolare della critica musicale per il supplemento culturale del Domenicale di “Il Sole 24 Ore”, dopo aver collaborato con “Avvenire” (1993-2000) e “Il Giorno” (1986-1993). Scrive saggi musicologici per le principali istituzioni concertistiche e teatrali in Italia e traduce libretti d’opera dal tedesco. Per le edizioni del Sole 24 Ore ha firmato i testi delle collane “Bacchette d’oro” e “Grandi interpreti della classica”. È intervenuta al Libro dell’anno Treccani, per le edizioni 2011-2012-2013. Ha fatto parte della giuria dei Concorsi “Busoni”, “Borciani”, “Trio di Trieste” e “Premio Venezia”. Milanese, diplomata in Flauto al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, si è laureata in Storia della musica all’Università Statale, con una tesi dedicata al collezionismo musicale a Milano nell’Ottocento, che è stata pubblicata come primo numero della collana “Musica e Teatro” dagli Amici della Scala. Al Teatro Lirico di Cagliari ha presentato: Madama Butterfly (2017), La fanciulla del West (2018), Attila (2019). Il libro di Maurizio Sessa. Firenze, primi di maggio del 1919. Il compositore lucchese Giacomo Puccini, nel pieno della sua prestigiosa carriera internazionale, sbarca in riva d'Arno per l'allestimento del Trittico in programma al Teatro della Pergola. Puccini soggiorna a Firenze per circa tre settimane. Un lasso di tempo contrassegnato da una giornata particolare, intimamente legata a quella che sarà la sua ultima, monumentale e incompiuta opera: Turandot. La “prima” del Trittico, accolta da caloroso successo, e che vide la partecipazione della crème de la crème di nobiltà e alta borghesia, ebbe luogo la sera di sabato 10 maggio. Tre giorni dopo, Puccini viene invitato a un appuntamento conviviale in suo onore alla “Società Leonardo da Vinci”, fervente cenacolo di intellettuali fiorentini di respiro cosmopolita, che nel 1902 avevano dato vita alla rivista “Il Marzocco”, altro evidente e orgoglioso simbolo di fiorentinità. Quel 13 maggio 1919 Puccini, accompagnato dal suo librettista Giovacchino Forzano, originario di Borgo San Lorenzo, compie un gesto che aveva chissà quante volte già compiuto in precedenza. Ma quel gesto, in quell'occasione, assume un valore particolare. Puccini dona un foglio musicale a un uomo di mare, l'ammiraglio livornese a riposo Ulisse Olinto Cecconi, fratello del pittore-cacciatore post macchiaiolo Eugenio Cecconi. Ma non si tratta del solito rigo musicale richiestogli dagli ammiratori. Stavolta Puccini dona 16 battute tratte da una canzone cinese che deve aver ascoltato da un orologio cinese. Precedute dall'indicazione “All° moderato” sul pentagramma si leggono 16 battute (8 più 8), o meglio 4 per 4 battute, in mi bemolle maggiore. Un modo pentatonico, tutti intervalli a distanza di almeno un tono e nessun semitono. Nella 7/8 battuta si riconosce una cadenza tipica della Turandot. Molto tipica. All'ascolto, le sedici battute si rivelano essere analoghe a quelle dell'aria “Là sui monti dell'est la cicogna cantò ma l'april non rifiorì ma la neve non sgelò”. A piè di pagina due coordinate geografiche e temporali: «Lo scritto, è del 18... a Capalbio», «Io a Firenze il 13 maggio 1919 alla “Leonardo”». Dal ritrovamento di questo prezioso documento inedito si dipana il libro di Maurizio Sessa, ‘L'orologio cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio’ per la casa editrice Medicea di Firenze. Il libro sposta indietro le lancette per quanto riguarda la genesi dell'opera incompiuta, ancora tutta da studiare. Inoltre presenta, sempre alla luce di una documentazione in gran parte inedita, comprendente un ricco e variegato apparato fotografico, anche uno spaccato culturale della Firenze all'indomani della Prima guerra mondiale. Un periodo gravido di conseguenze per l'intera nazione.






