I titoli di coda sul precampionato della Dolomiti Bellunesi scorrono con una sconfitta, ma senza particolari allarmi. A quattro giorni dal debutto ufficiale in Coppa Italia, domenica 16 agosto allo Zugni Tauro di Feltre contro il Treviso, la squadra di Andrea Bonatti si presenta infatti a Lozzo in una versione decisamente sperimentale. Tanti i giovani della Primavera 3 utilizzati nell'ultimo test dell'estate, contro la Japan University, selezione universitaria giapponese arrivata in Cadore per un periodo di allenamento. Il risultato passa così inevitabilmente in secondo piano. Anche perché, dopo un confronto equilibrato per buona parte della gara, la formazione del Sol Levante prende il sopravvento nell'ultimo quarto d'ora, trovando tre volte la via del gol. Per la Dolomiti, però, l'amichevole rappresentava soprattutto un'occasione per completare il percorso di avvicinamento alla stagione e, soprattutto, per non correre rischi inutili a pochi giorni dal primo appuntamento ufficiale.

Novità e rientri La novità più importante è il ritorno dal primo minuto di Louis Agosti. Il centrocampista australiano ha finalmente riassaggiato il campo dopo i problemi fisici che lo avevano condizionato nella passata stagione. Tra i titolari spicca anche Kowalski, mentre in porta è stato confermato il diciassettenne Filippo Coan, reduce dalla buona prestazione contro il Mestre e destinato a difendere i pali dell'Under 19 in Primavera 3 nella prossima annata. In quest'ultima uscita, ampio spazio ai giovani per Bonatti, che ha scelto di preservare diversi elementi in vista della Coppa Italia, lasciando spazio ai numerosi ragazzi del settore giovanile. La scelta ha inevitabilmente modificato gli equilibri della partita, soprattutto nella fase finale, quando la Japan University ha trovato maggiore incisività e ha costruito il successo. Parola al tecnico «In una gara che ha visto più risvolti - spiega Bonatti - inizialmente siamo stati molto bravi a provare qualche uscita di palla rispetto alla loro aggressione. Poi, quando erano in campo solo i ragazzi della Primavera, è normale che ci fosse una certa differenza di livello. In ogni caso, archiviamo l'esperienza sapendo di aver coinvolto diversi giocatori dell'organico e dato alcuni minuti a coloro che potevano averne bisogno. In più, non si è infortunato nessuno». Il bilancio dell'estate va oltre il risultato di Lozzo: «Non è stato un percorso facile per il dinamismo che ci ha caratterizzato finora. Abbiamo lavorato per trovare una linea comune dal punto di vista relazionale e dell'identità di lavoro. Ci sono stati cambiamenti in tutto lo staff: di conseguenza, abbiamo dovuto metterci tutti in gioco, e a disposizione, per trovare velocemente quelle connessioni necessarie a ottenere risultati positivi. Nel calcio non si inventa nulla: anzi, si passa da una base di condivisione di valori. Come il sacrificio».