L'inflazione a luglio corre più delle attese. Il caro prezzi frena rispetto a giugno, ma non secondo quanto ipotizzato soltanto due settimane fa, quando ci si attendeva un +2,8% anno su anno rispetto alla crescita del 3% del mese precedente. Il dato definitivo diffuso ieri dall'Istat dice invece che il carovita nel primo mese di ferie degli italiani è stato del 2,9% (su base mensile fa +0,3%) con i costi per trasporti, ristoranti e alberghi che fanno sentire il proprio peso sul portafoglio di quanti partono per le vacanze.
La villeggiatura Guardando l'indice Nic, che tiene conto di tutti i consumi delle famiglie italiane, la spesa per alberghi e ristoranti è al 3,4% contro un indice generale dal 2,9. I trasporti sono al 4,3%. Le spese per l'abitazione, l'energia e i combustibili sono al 7,2%. «Rispetto alla scorsa estate una coppia con due figli spende per i trasporti 252 euro in più su base annua, 115 per servizi di ristoranti e di alloggio», sottolinea l'Unione nazionale consumatori. «Due adulti con un bambino pagano per i trasporti 234 euro in più e 92 euro in più per mangiare e dormire. Mentre per una famiglia media la sberla per viaggiare è di 153 euro in più e per alberghi e ristoranti si spendono 66 euro in più rispetto a luglio 2025». Per l'intero anno l'inflazione acquisita è al 2,7%. L'andamento spiegano gli esperti dell'Istituto nazionale di statistica, riflette la dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%) degli alimentari non lavorati (passati dal 4,4% al 3,6%) e dei servizi vari (che da + 2,5% vanno a +1,8%. di contro accelerano gli energetici regolamentati a +14,8% e i servizi per i trasporti da +1,1% a +,1,6% nonché i servizi ricreativi e culturali. «Dai dati definitivi sull'inflazione a luglio, diffusi oggi dall'Istat emerge chiaramente come, per quanto riguarda la sola componente energetica, il rialzo riguardi i prezzi dei beni energetici regolamentati, che incidono ormai solo su una nicchia degli utenti del mercato elettrico. Queste tariffe, come noto, sono determinate dall'Arera. Per quanto riguarda gli energetici non regolamentati, quindi il mercato libero, su cui si trova la maggior parte delle famiglie, si registra invece una netta decelerazione dell'inflazione», nota Elettricità futura, la principale associazione del settore elettrico, « la maggioranza delle famiglie italiane ha scelto tariffe a prezzo fisso sul mercato libero e queste, per definizione, non subiscono oscillazioni. La maggior parte degli utenti è dunque al riparo da rincari. Inoltre, per chi invece ha scelto il prezzo variabile sul mercato libero il dato sull'inflazione conferma una diminuzione delle tariffe a luglio».Il carrello della spesa Sorprese arrivano dal carrello della spesa. I prezzi dei prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona crescono a luglio dell'1%, meno di quanto ipotizzato nei dati preliminari che indicavano un rincaro dell'1,3%. un valore inferiore all'1,3% Per la frutta i prezzi sono inferiori sia rispetto allo scorso anno (-0,7%) sia rispetto a giugno (-4,8%). Carne, pesce e uova aumentano dell'1,9%.












