La Banca centrale europea non ostacolerà l’integrazione tra Unicredit e Commerzbank. Da quanto era già filtrato negli ultimi mesi l’esito non è improbabile, ma ora le cose sembrano essere nero su bianco in attesa dell’ufficializzazione. Un documento interno che illustra la valutazione preliminare dell’istituto centrale, portato alla luce dal sito di Reuters, sarebbe stato presentato al Consiglio di Sorveglianza della banca centrale europea, confermando così le attese di un via libera in arrivo dopo che a fine luglio l’autorità di vigilanza bancaria tedesca BaFin aveva autorizzato l’istituto italiano a superare il 30% del capitale di Commerzbank.La Banca centrale europea «propende per l’approvazione dell’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit» e non ha trovato «motivi di obiezione» ma si aspetta un’integrazione «difficile e di lunga durata». Quest’ultimo punto fa riferimento all’opposizione del governo, azionista con il 13% della seconda banca tedesca, e anche alla contrarietà interna da parte dei sindacati alla presa di controllo dell’istituto italiano su Francoforte. Non sono poi da dimenticare le differenze di vedute tra il numero uno italiano, Andrea Orcel, e la ceo di Commerz, Bettina Orlopp, circa i pilastri della strategia futura della banca. In particolare, a essere indigesta al governo federale è la volontà di Unicredit di smantellare la rete internazionale per concentrare il business sui due mercati principali del gruppo: Germania e Polonia. Il punto vero però, come emerge anche dal documento della Bce, è che le autorità di vigilanza tedesche avrebbero richiesto «una strategia di mitigazione» per ottenere supporto all’interno di Commerzbank, nonché controlli e contrappesi più rigorosi presso Unicredit. Insomma, non si vorrebbe che un gruppo straniero esercitasse un potere totale sul conglomerato futuro, che secondo i progetti nel giro di tre anni dovrebbe fondersi con la controllata tedesca Hvb.La valutazione della Bce è tuttavia ancora in itinere, con una risposta attesa nella seconda metà di ottobre. Mancano anche le autorizzazioni da parte dell’Antitrust europeo, della Federal Reserve statunitense e dell’autorità di regolamentazione polacca. Intanto, la settimana scorsa sono iniziati i primi dialoghi al massimo livello per gestire il cambio di controllo dell’istituto tedesco dopo il successo dell’Ops di Unicredit, che ormai ha in mano quasi la metà del capitale.
Unicredit-Commerz. La Bce va verso l’ok
L’istituto centrale in un documento non presenta obiezioni, ma le autorità tedesche vogliono limitare Orcel








