Trentun anni, comica, attrice e autrice, Hannah Einbinder è diventata famosa incarnando Ava Daniels nella serie Hacks, sceneggiatrice insofferente e brillante che contende battute e potere alla veterana Deborah Vance (Jean Smart). Quel ruolo le ha portato quattro candidature consecutive agli Emmy e la vittoria, nel 2025, da non protagonista in una serie comica. Cresciuta a Los Angeles in una famiglia dello spettacolo — sua madre è Laraine Newman, tra i membri fondatori del Saturday Night Live —ha cominciato con la stand-up prima di imporsi in tv. Dichiaratamente bisessuale e politicamente molto esposta, ha usato anche il palco degli Emmy per attaccare l’Ice e chiedere la libertà per la Palestina. Ora affronta il suo primo ruolo da protagonista al cinema in Camp Miasma: adolescenza, sesso e morte, in sala dal 19 agosto con Mubi. Il film, diretto da Jane Schoenbrun, ha inaugurato a Cannes la sezione Un Certain Regard e vinto la Queer Palm 2026. Arriva al termine di un’estate in cui l’horror ha riconquistato il pubblico: Backrooms ha superato i cinque milioni di euro nelle sale italiane, mentre Obsession, costato meno di un milione di dollari, è diventato un successo mondiale.
L’attrice qui è una giovane regista queer incaricata di rilanciare una vecchia saga horror adolescenziale anni Ottanta. Per dare credibilità al reboot, raggiunge l’unica sopravvissuta al primo film, incarnata da Gillian Anderson, che da anni vive isolata nel luogo delle riprese. Ma la visita si prolunga per tutta la notte e tra le due donne nasce un’attrazione ambigua, mentre il vecchio film torna a invadere il presente e le trascina in una vortice di desiderio, paura e sangue. L’abbiamo incontrata.














