Da giovedì 13 a domenica 16 agosto ci sono a Düsseldorf i Mondiali maschili e femminili di flag football. Potreste non averne mai sentito parlare, eppure negli ultimi anni è cresciuto moltissimo: nel 2028 farà il suo esordio alle Olimpiadi, a Los Angeles, e c’è già chi lo considera il football del futuro. L’Italia maschile, tra l’altro, è campione d’Europa in carica e, proprio come la Nazionale femminile, ai Mondiali avrà già una prima occasione per qualificarsi per le Olimpiadi. Insomma, sembra un buon momento per iniziare a capirci qualcosa.

Il flag football è anzitutto una versione ridotta, più sicura e più accessibile del football americano. Fu inventato durante la Seconda guerra mondiale da alcuni soldati statunitensi, che volevano giocare a football americano senza farsi male, e per tanto tempo rimase una versione propedeutica dello stesso. In effetti non c’è contatto fisico: invece dei placcaggi, per fermare un avversario basta strappargli una delle due bandierine (flag) attaccate alla cintura, da cui il nome dello sport (e l’accostamento al rubabandiera).

Le flag di questo football (Ronny Hartmann/Getty Images)

Il campo di flag football è lungo circa 64 metri e largo circa 23, e agli estremi del campo ci sono due aree di meta (le end zone) profonde poco più di 9 metri ciascuna. Le partite sono relativamente brevi: durano 40 minuti, divisi in due tempi da 20, con un intervallo di soli 2 minuti. Il tempo scorre senza interruzioni, tranne che negli ultimi 2 minuti di ciascun tempo, quando si ferma in alcune situazioni di gioco.