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La città si svuota, anche soltanto nei fine settimana, le seconde case sono tornate ad accendersi, le strade a riempirsi di auto dirette verso il mare. È la stagione delle vacanze e delle grigliate, quella che prova a tenere insieme il desiderio di estate e la nuova aritmetica del portafoglio.Perché dietro la leggerezza apparente della stagione si muove un’altra Cosenza. È quella che fa i conti con il pieno dell’automobile sempre più caro, con una notte fuori casa, con una prestazione sanitaria, con la bolletta e con quel servizio che fino a ieri sembrava accessibile e oggi costringe a rinunciare a qualcos’altro. L’inflazione è una questione sociale non solo statistica.Il peso dell’inflazione

Ma i numeri pesano. Eccome. Qui il conto è preciso: 718 euro di maggiore spesa annua per una famiglia media cosentina. I dati territoriali dell’Istat, rielaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, fissano al 3,5% l’inflazione di luglio, sopra il 2,9% nazionale e in linea con quella calabrese. Reggio Calabria arriva al 4%, il valore più alto d’Italia, con una maggiore spesa di 820 euro. La regione nel complesso registra invece 693 euro di aggravio annuo, mentre Catanzaro si ferma a 615 euro.