Il regolamento interviene sull'intero ciclo di vita del veicolo, dalla fase di progettazione al momento in cui l'auto diventa un rifiuto. Che cosa cambia
Partono oggi in tutta l'Unione europea le nuove norme sul fine vita delle automobili. Non si tratta di un semplice aggiornamento burocratico: il regolamento interviene sull'intero ciclo di vita del veicolo, dalla fase di progettazione fino al momento in cui l'auto diventa un rifiuto da smaltire. «Questo provvedimento va oltre il semplice riciclo – ha spiegato Jessika Roswall, commissaria europea all’Ambiente -. Ogni auto smontata, ogni tonnellata di acciaio, alluminio, rame o plastica recuperata rappresenta un passo verso un'Europa più resiliente». I dati parlano chiaro. Ogni anno in Europa oltre 10 milioni di veicoli raggiungono la fine del loro ciclo di vita. Un numero enorme che secondo Bruxelles nasconde un paradosso: i veicoli fuori uso rappresentano un’ottima fonte di materie prime preziose, ma quando non vengono gestiti correttamente possono causare problemi ambientali.
Che cosa cambiaI costruttori automobilistici dovranno fornire istruzioni chiare e dettagliate per rimuovere e sostituire i componenti. Inoltre, il regolamento fissa obiettivi vincolanti per il contenuto di plastica riciclata nei nuovi veicoli, pari al 15% a partire dal 2032 e al 25% dal 2036. La Commissione definirà inoltre obiettivi per acciaio e alluminio, che saranno applicabili dal 2033. Secondo quanto dichiarato, l’Ue metterà in campo misure anche per incentivare riutilizzo, rigenerazione e ricondizionamento e per aumentare la disponibilità di ricambi usati. I nuovi regolamenti interessano anche l’export. Dalla metà del 2031 potranno essere esportati fuori dai Paesi dell’Ue solo i veicoli ancora idonei alla circolazione stradale, Una misura pensata per evitare che veicoli ormai da rottamare vengano rivenduti all'estero come «usato», scaricando altrove il problema ambientale.










