Non ho intenzione di entrare nella diatriba ormai logora sull’uso della parola “intelligenza” per i Large Language Model (LLM) come ChatGPT, Gemini, Claude e soci. Sinceramente, le questioni terminologiche mi hanno stufato.
Parliamo di fatti, invece. C’è stato un enorme progresso nell’uso di questi sistemi in un ambito delicato: la matematica. Un risultato degli ultimi giorni ha scosso la comunità, creando anche qualche crisi di identità.
Tre anni fa feci un crudele esamino di matematica a ChatGPT, allora nella versione gratuita 3.5. In un post denunciai la sua tendenza a blaterare senza costrutto. Da allora le cose sono cambiate: le versioni più recenti mi hanno dato risposte sempre più precise e articolate. ChatGPT è divenuto un assistente veloce nel controllo di calcoli, anche se qualche errorino ci scappa ancora; si tratta pur sempre della versione generalista. I suoi cugini specializzati, quando ben diretti (cosa non banale), hanno fatto assai di più.
Ho già parlato qui dei problemi delle Olimpiadi internazionali di matematica risolti da AlphaGeometry. Ma da tempo alcuni matematici – Terence Tao fra i primi – si fanno aiutare su problemi di ricerca, con risultati sempre più entusiasmanti, anche se ancora al vaglio di controlli formali. Traggo qualche dato dal bell’articolo di una collega.








