Nel delta veneto, le valli da pesca sono ambienti di transizione nati dall'ingegneria del Rinascimento. Oggi siccità, granchio blu, costi di gestione e ricambio generazionale minacciano un patrimonio unico. Ma la soluzione non è la museificazione: senza uomo, l'ecosistema muorePer chi le osserva dalla sponda, le valli da pesca del Delta del Po appaiono come la massima espressione di una natura ancestrale e selvaggia, sospesa tra le nebbie della foce e i riflessi dell’Alto Adriatico. Ma si tratta di un’illusione ottica. Questi luoghi sono, in realtà, tra i più complessi capolavori di ingegneria idraulica realizzati dall’uomo. Grandi bacini cinti da argini, situati al di sotto del livello del mare a causa della subsidenza, creati a partire dal Rinascimento sotto la regiFrancesca CiancioNapoletana a Milano, giornalista professionista, specializzata in enogastronomia e viaggi. Videomaker e sommelier. Docente di corsi post universitari a tema vino e organizzatrice di degustazioni. Collabora anche con Cook Inc e Cibo Today.
L’abbandono è il vero nemico: il paradosso ecologico del Delta del Po
Nel delta veneto, le valli da pesca sono ambienti di transizione nati dall'ingegneria del Rinascimento. Oggi siccità, granchio blu, costi di gestione e ricambio generazionale minacciano un patrimonio unico. Ma la soluzione non è la museificazione: senza uomo, l'ecosistema muore






