Garlasco. I clienti attendono con pazienza il loro turno davanti al bancone. Dietro, tra ferie e turni da incastrare, c’è un solo commesso. Non uno qualunque: il volto è riconoscibile, anche se rispetto alle ultime apparizioni in tv, il commesso ha tagliato i capelli. Tutti sanno chi è, anche se fanno finta di non conoscerlo, dandosi di gomito. Andrea Sempio, 38 anni, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, è tornato al lavoro nel negozio di telefonia a Montebello, dopo alcune settimane di ferie. «Aveva bisogno di staccare e l’azienda gli aveva accordato di fare tutte le ferie e i permessi arretrati», spiega la sua legale e amica di una vita, Angela Taccia. Sempio serve i clienti provando a non pensare al suo incubo. Non solo un processo che incombe e l’accusa di avere ucciso Chiara Poggi per essersi invaghito di lei e non avere accettato il suo rifiuto, la mattina del 13 agosto di 19 anni fa. A preoccuparlo sono anche i risvolti di una vita stravolta. Sempio continuerà a lavorare nel negozio di telefonia fino al 31 agosto: l’imprenditore che gestisce l’attività ha deciso di licenziare lui e gli altri colleghi per cambio di gestione. Arriverà un altro imprenditore. Sempio spera in una riassunzione, ma sa che non sarà facile. L’articolo completo sull’edizione della Provincia Pavese in edicola giovedì 13 agosto.
Sempio e l’incubo di un processo
Il 38enne indagato nell’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi rischia di perdere anche il lavoro









