L’indagine a suo carico, ma soprattutto il clamore mediatico conseguente, gli era già costato il mancato rinnovo del contratto di affitto dell’alloggio di Voghera, a dieci minuti di auto dal posto di lavoro come commesso in un negozio di telefonia. Ora Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, deve anche affrontare problemi al lavoro: da due mesi è senza stipendio, non è chiaro se per un accordo con l’azienda di aspettativa non retribuita. La rivelazione arriva dall’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Sempio insieme alla collega Angela Taccia, che non dà dettagli sui motivi ma conferma la mancata retribuzione: «Non prende lo stipendio e per questo ho rifiutato un pagamento che Andrea Sempio voleva fare. Lui è sempre molto attento a questo aspetto, ma le spese legali e per i consulenti in questo momento possono aspettare. A noi avvocati paga solo i rimborsi».

Indagini della difesa Le indagini difensive vanno avanti. Dopo avere depositato il filmato sulle scarpe Frau misura 42 e 43 (secondo la sentenza di condanna per Alberto Stasi sono compatibili con l’orma della scarpa a pallini lasciata dal killer) che Sempio non riuscirebbe a indossare, gli avvocati stanno raccogliendo testimonianze sulle scarpe usate dall’indagato all’epoca. «C’è un elenco di testimoni che dicono che già all’epoca Andrea Sempio indossava il 44 e precise tipologie di scarpe», spiega l’avvocato Cataliotti. Sulla scarpa Frau fatta provare a Sempio il consulente Armando Palmegiani aggiunge: «Sia il 42 che il 43 non sono nemmeno avvicinabili, come calzata, al piede di Sempio. Ciò che conta è la suola, prodotta dall’azienda Margon». Quel suolificio e il marchio calzaturiero Frau realizzavano scarpe stringate sportive e mocassini caratterizzati proprio da una suola in gomma a piccoli pallini in rilievo. Suola che, secondo l’ultima perizia del 2014, coincide con le orme ritrovate sulla scena del crimine, tra il corridoio vicino alla porta a soffietto, il bagno e la cucina. L’avvocato Cataliotti è convinto che proprio questo indizio, lo stesso che portò alla condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, «scagionerà Sempio». L’intenzione della difesa è chiedere al giudice una perizia super partes. Le contro consulenze Intanto proseguono anche le indagini della Procura, che entro il 27 giugno, un mese dopo il deposito delle relazioni della difesa di Sempio, dovrà depositare le proprie contro consulenze. I pm pavesi hanno anche disposto una consulenza psichiatrica, affidata a Roberto Catanesi, per verificare «la sussistenza di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere», la presenza di eventuali disturbi rilevanti sul giudizio di imputabilità e, infine, «l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale» dell’indagato. l