di
Marco Bonarrigo
Il ko del bresciano agli Europei di Birmingham ha messo a nudo la crisi dello sprint azzurro: non è stato sfruttato l'effetto Tokyo
BIRMINGHAM Quando martedì sera il quadricipite sinistro di Marcell Jacobs si è scheggiato trasformando in un incubo una finale dei 100 metri che pareva già vinta, l’infortunio del bresciano ha brutalmente messo a nudo la crisi dello sprint italiano. Cinque anni dopo la magica doppietta nei 100 e nella 4x100 di Tokyo 2021 la velocità azzurra non esiste più, il capolavoro collettivo che aveva riempito le piste di atletica di ragazzi ha esaurito il suo magnetismo.
Marcell ha 32 anni, si riprenderà, certo, ma il suo percorso resterà appeso al filo sottile dei suoi muscoli. Filippo Tortu, l’altro eroe di quella 4x100, che negli ultimi due anni ha corso solo sei volte i suoi 200 metri — per di più in tempi amatoriali —, ha rinunciato agli Europei (infortunio o forma non adeguata, chi lo sa) e ai Giochi del Mediterraneo sarà più portabandiera che atleta. Lorenzo Patta, che qui è tra i dieci possibili frazionisti della staffetta veloce, è fermo a 10”25, Faustino Desalu farà 4x100 e 200, dove alterna prestazioni eccellenti ad altre imbarazzanti. Magari stasera ci stupirà ma ha 32 anni anche lui. Chituru Ali, talento immenso, ha zoppicato in 10”34 nella finale dei 100, Ceccarelli e Randazzo sono usciti in batteria con prestazioni da junior. Gioca da riserva Roberto Rigali, che a Budapest 2023 era nella 4x100 argento mondiale, del promettente Melluzzo si è persa traccia. In staffetta non ci sarà l’ostacolista Simonelli (fuori uso da un anno) e ci affideremo a Dezza, Longobardi e Marek.










