HomeAnconaCronacaSiccità: riserve idriche giù a picco: "Crisi grave nel nord della regione"Il punto dell’assessore regionale Consoli: "Dopo 2 mesi a 40 gradi le falde sono diminuite drasticamente. Per uscirne serve una gestione oculata. In cantiere tanti progetti anche per ridurre le perdite degli acquedotti".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSiccità e caldo: assessore Tiziano Consoli quali sono le aree più colpite? "La situazione è differenziata anche se dalla primavera il quadro è peggiorato rapidamente, soprattutto nel nord della regione. Nella provincia di Pesaro e Urbino la scarsità delle precipitazioni ha fatto diminuire la portata dei fiumi. Gli invasi del sistema Metauro e Candigliano sono passati dal 70% del 30 giugno al 56% del 15 luglio, mentre la diga di Tavernelle, per lavori, è sotto il livello minimo. Come Regione siamo stati obbligati a intervenire per vietare il prelievo di acqua per usi non potabili (il decreto regionale è entrato in vigore il 5 agosto durerà fino al 30 settembre ndr) ed è stata disposta l’apertura dei pozzi di Sant’Anna e Burano. A giugno, 32 comuni sono stati riforniti con le autobotti. Nella zona di Ancona, poi, la situazione più critica riguarda la sorgente di Val di Castro, ma anche il fiume Tana e il torrente Montenero sono sotto la media storica, nessuna criticità per la sorgente di Gorgovivo. Comunque in quest’area sono già attivate le fonti alternative. Nella zona di Macerata a preoccupare sono i torrenti Valcimarra e Niccolini, in calo, anche se rimangono al di sopra delle soglie considerate critiche. Delicata la situazione della falda di Madonna dell’Ospedale che serve Treia, Appignano e parte di Cingoli. Ad Apiro, i pozzi di Cervara, già all’inizio di luglio, erano di 11 metri sotto il livello dell’anno precedente. Nella zona del Fermano-Maceratese le principali sorgenti tengono. E’ comunque aumentato l’utilizzo dei campi pozzi (il 17% dell’approvvigionamento a giugno contro il 6% di maggio) a causa del limitato prelievo dalla sorgente Capotenna, già da giugno 2025, per le prescrizioni legate al rinnovo della concessione. Nella zona di Ascoli e Fermo la situazione è di normalità, anzi la disponibilità delle sorgenti Foce, Capodacqua e Pescara è migliore rispetto al 2025. I pozzi integrativi sono quasi inutilizzati, l’impianto di Castel Trosino è spento da aprile e non è attivo il prelievo emergenziale dell’ex cava di Pescara del Tronto".