HomeMagazineSanti Ponziano e Ippolito, martiri (13 agosto): il papa esule e il presbitero riconciliatoVita e culto di Ponziano, papa, e Ippolito, presbitero: esilio in Sardegna, riconciliazione e martirio.Santi Ponziano e Ippolito, martiri (13 agosto): il papa esule e il presbitero riconciliatoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciIl 13 agosto la Chiesa fa memoria dei Santi Ponziano, papa, e Ippolito, presbitero, uniti nella testimonianza del martirio e nella riconciliazione. La loro vicenda, collocata all’inizio del III secolo, illumina il nesso tra unità ecclesiale e fedeltà a Cristo nelle persecuzioni.

Ponziano fu vescovo di Roma dal 230 al 235. Durante l’ascesa dell’imperatore Massimino Trace (235) la comunità cristiana subì una dura repressione. Ponziano venne condannato ad metalla e deportato nelle miniere della Sardegna, l’“insula nociva”. Per non lasciare la Chiesa senza guida, il 28 settembre 235 rinunciò al pontificato, primo caso storicamente attestato di abdicazione papale. Spese gli ultimi mesi nell’esilio, dove morì a causa delle condizioni di lavoro e di prigionia.

Ippolito, prestigioso presbitero romano e rigoroso teologo, aveva guidato una scissione contro i vescovi di Roma ritenuti troppo indulgenti; per questo è spesso ricordato come il primo antipapa. Tra le opere a lui tradizionalmente attribuite figurano la Refutatio omnium haeresium e la Traditio Apostolica, testi che hanno segnato la riflessione dottrinale e liturgica antica. Sotto Massimino anche Ippolito fu deportato in Sardegna, dove si riconciliò con la Chiesa, condividendo il destino di Ponziano.