CANALE D’AGORDO - Ore 10 di ieri mattina in via Roma una signora tranquillamente lavava le scarpe da ginnastica, presumibilmente da bambino, nella fontana. Niente di male qualcuno dirà se non fosse che quella fontana è il monumento ai Caduti in guerra e sul lavoro di Canale. Rappresenta un sacrificio dei canalini in giro per il mondo, quell’acqua rappresenta lo scorrere della vita anche dopo la morte di questi giovani avvenuta sui vari fronti delle guerre e nei vari cantieri di tutto il mondo. Rappresenta il sudore, i patimenti di tante giovani vite chiamate ad andare incontro al loro tragico destino.
IL RICORDO DEI MORTI Quella fontana di via Roma con quella scultura bronzea opera dell’artista Gianni Pezzei che rappresenta la Libertà che livera tra le mani un volo di colombe non può essere scambiata per una semplice e anonima fontana pubblica dove lavare le scarpe, il secchio della spazzatura o abbeverare il cane. Quella fontana di via Roma è costata anche tanto sacrificio a chi l’ha realizzata, perché per realizzarla ci sono volute tante ore di volontariato da parte degli alpini del gruppo Ana Canale-Caciola. C’è voluto l’impegno economico di Comune del gruppo Ana e di tanti volontari che ci hanno messo i propri soldi come il compianto Rinaldo De Rocco ed Enzo Salton. E ogni anno proprio questo gruppo Ana continua a mantenere questa fontana pulita e decorosa proprio perché rappresenta la memoria di tanti ragazzi partiti da questo paese e morti lontano. Ecco dove sono le cose che creano una fattura netta tra il residente e il turista, a nessun residente sarebbe mai passato per la mente di fare una cosa così squallida e al tempo stesso tanto dissacratoria nei confronti di un simbolo così tanto caro alla storia di Canale e dei suoi abitanti. Si usa tutto a proprio uso e consumo senza tenere presente la storia, le tradizioni le usanze e i sentimenti di coloro che qui vivono 365 giorni all’anno e che sono cresciuti con la storia di questa comunità. LE REAZIONI È questo, quello che si lamenta di quell’overtourism che non ha rispetto di nulla e di nessuno ma che trita tutto e si dimentica troppo spesso di essere un semplice ospite. Anche Marilisa Luchetta vice sindaco del Comune di Canale non trova le parole per condannare un atto così stupido e allo stesso tempo denigratorio di uno dei simboli più cari alla comunità di Canale. «Dico sempre che gli ospiti sono sacri e sono sempre i benvenuti nella nostra comunità - spiega la vice sindaco del Comune di Canale - certamente però di questa gente possiamo anche farne a meno. Come si può, dico io, utilizzare un simbolo caro alla nostra comunità perché rappresenta il sacrificio di tanti giovani utilizzarlo come una semplice fontana pubblica senza nemmeno leggere la targa che vi è stata posta. Penso veramente che abbiamo superato ogni limite di decenza». PRENDERSI CURA Luciano Crepaz, capo gruppo degli alpini di Canale-Caviola, è la persona che si prende cura ogni primavera di pulire e rinfrescare l’intonaco di questo monumento. «Non mi stupisco più di nulla - sbotta - L’anno scorso invitai una mamma a portare i propri bambini al parco giochi considerato che questi giocavano e sporcavano la fontana del monumento oltre tutto sotto gli occhi della mamma che li stava a guardare senza dire nulla. Noi, come gruppo Ana ogni primavera, a spese nostre, - ricorda - puliamo e rinfreschiamo questo monumento al fine di preservarlo con dignità e onore in quanto è il simbolo di tanti sacrifici e di tante perdite e giovani vite che la nostra comunità a subito». «Sono ancora molte le famiglie oggi che hanno dato un loro caro alla Patria o con una morte sul lavoro e per loro questo è il simbolo del ricordo che non deve essere oltraggiato - conclude Crepaz - da persone superficiali che non hanno rispetto di niente e di nessuno».










