La nube di cenere vulcanica dell'Etna si sta muovendo verso Sud Est. I venti, essendo stabili, mantengono questo scenario. Una convergenza che ha portato al prolungamento del "fermo" del traffico aereo fino alle 16 di domani a Fontanarossa.
Ma come si arriva a stabilire la chiusura di un settore dello spazio aereo? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Guerrera, Accountable Manager di Sac, la società di gestione dello scalo. Mettendo al centro l’Etna, lo spazio aereo comprende gran parte della Sicilia Orientale (da Catania a Comiso) fino a Reggio Calabria. Il cerchio poi è diviso a spicchi triangolari. «I settori - spiega Guarrera - consentono di applicare misure operative mirate agli aeroporti interessati. La chiusura di specifici settori dipende dalla contaminazione di cenere». Si tratta di una previsione che è il risultato «delle osservazioni visive e dall’analisi dei venti in quota. Purtroppo non abbiamo a disposizione un sensore atmosferico che rilevi con precisione la nube di cenere». E quindi «si ricorre all’occhio umano - con la strumentazione in dotazione all’Ingv (che è l’osservatore istituzionale) e le stazioni meteo - e alla direzione dei venti in quota, precisamente dalla quota del cratere fino alla posizione stimata della nube».












