«Il Presidente cambierà la legge elettorale, dichiarerà una emergenza nazionale tra qualche settimana. Le premesse vengono costruite alla perfezione. Tenetevi libera l’ultima settimana di agosto, perché sta arrivando. Spero si sbrighi». Sono parole di Steve Bannon che raccontano ancora una volta l’intenzione del Presidente degli Stati Uniti di intervenire per impedire il regolare svolgimento delle elezioni di Midterm, a novembre.Martedì il conduttore di un programma televisivo vicino alle posizioni della destra estrema ha spinto Trump a dichiarare «un’emergenza di sicurezza nazionale» e Trump non ha escluso di volerlo fare.

Il pretesto sarebbe il blocco in atto al Congresso del Save American Act e l’accusa, mai provata, alla Cina di aver sottratto i database elettorali di 18 Stati federali e di 220 milioni di elettori. Su questa base Trump, con un atto d’imperio assolutamente non previsto dalla Costituzione americana, vorrebbe cambiare in senso più favorevole a lui la legge elettorale. Più volte i giudici hanno bloccato suoi ordini esecutivi considerandoli in contrasto con la carta fondamentale della democrazia americana. Ma Trump sa che la sua popolarità è al punto più basso e che dunque il rischio non solo della perdita del controllo della Camera, dato per certo, ma anche quello, oggi secondo i sondaggi sul filo, del Senato avrebbe due conseguenze: la prima di renderlo per i prossimi due anni un’anatra zoppa, il secondo di rendere possibile la pratica di impeachment per la quale esistono molteplici ragioni di accusa.