Donald agita le acque in attesa delle urne di novembre in cui rischia. Però gli 007 Usa hanno registrato ingerenze cinesi. E in 14 Stati si va ai seggi senza documenti

l sospetto lo conosciamo. Il vecchio Donald starebbe studiando come cambiare il sistema elettorale e garantirsi una sconfitta meno dolorosa al voto di Midterm. E, chissà, magari anche una revisione costituzionale per garantirsi un terzo mandato. Detto questo fa un po' sorridere la sufficienza con cui i media americani a lui ostili (praticamente tutti) cercano di smontare le rivelazioni d'intelligence sull'operazione che ha permesso ai cinesi di mettere le mani sui dati di 220 milioni di elettori americani.

Ma più delle smentite di Pechino, pronta a liquidare tutto come "pura invenzione", stupisce l'indignazione a senso unico di media come New York Times, Washington Post e Cnn. Un'indignazione che censura la leggerezza con cui Trump parla di un complotto del "deep state", ma sorvola sul silenzio degli apparati d'intelligence Usa sulle infiltrazioni del Dragone.

Ma fa specie anche l'indifferenza davanti alle constatazioni del Presidente sull'evidente anacronismo del sistema elettorale americano. Un sistema che consente ai cittadini di 14 stati (California, Hawaii, Illinois, Maine, Maryland, Massachusetts Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania, Vermont e District of Columbia) di presentarsi alle urne senza uno straccio di documento d'identità. Certo non è questo ad aver garantito la vittoria di Joe Biden nel 2020, di sicuro, però, consuetudini del genere - eredità di un sistema elettorale risalente ai primi dell'800 - non aiutano a garantire la regolarità del voto.