Dopo le nuove indicazioni dell’Aifa, due principi attivi utilizzati nella contraccezione ormonale sono finiti al centro dell’attenzione. Come agiscono nell’organismo e cosa sappiamo del loro possibile legame con il meningioma?
Un rischio definito «molto basso» ma sufficiente a far scattare nuove misure di sicurezza. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sulla base della valutazione condotta dal Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), ha segnalato un possibile aumento del rischio di meningioma associato all’uso prolungato di alcuni contraccettivi ormonali. L’avvertenza non riguarda però indistintamente la pillola anticoncezionale o la contraccezione ormonale nel suo complesso. A finire sotto la lente delle autorità sanitarie sono due principi attivi ben precisi: desogestrel ed etonogestrel.
Due nomi forse poco familiari a chi non è abituato a leggere le righe più tecniche del foglietto illustrativo, ma presenti in contraccettivi utilizzati da moltissime donne. Il nuovo intervento di farmacovigilanza li porta ora in primo piano: che cosa sono desogestrel ed etonogestrel, in quali contraccettivi vengono utilizzati e che cosa ha spinto le autorità europee, e di conseguenza l’Aifa, ad aggiornare le indicazioni sulla loro sicurezza?






