Occhiali protettivi in una mano, biglietto nell'altra. Alle 17.40 il piazzale della stazione Sassi-Superga è già pieno, i parcheggi saturi, la fila per la storica tranvia si allunga sotto il sole del tardo pomeriggio. Torino si prepara ad alzare gli occhi al cielo per l'eclissi. «Quante corse sono previste ancora?», chiede un passante. La risposta arriva secca: i biglietti per le 18 sono esauriti, restano quelli per le 19, e anche quelli si stanno esaurendo. C'è già una lista d'attesa. Tranvia Sassi-Superga presa d'assalto: «Non ci aspettavamo tutta questa gente» A gestire il traffico di passeggeri è l'ingegner Piero Lascala, direttore di esercizio del servizio Gtt che opera la tranvia. «Non ci aspettavamo tutta questa gente», ammette, mentre osserva la fila crescere. Tra chi aspetta c'è un gruppo di bolognesi, ventagli alla mano per combattere il caldo. «Eravamo qui in vacanza, non siamo molto attrezzate, ma per fortuna abbiamo recuperato i biglietti», raccontano Nadia e Ilaria. Per chi non riesce a salire in tram c'è la navetta, altrettanto presa d'assalto. «Basta il biglietto urbano, si può fare anche con l'app», spiega l'ingegner Lascala ai passeggeri più indecisi. Eclissi a Torino, il visore fatto con stagnola e scatola di cereali Non tutti sono arrivati preparati. Cristian Peasso e Anna Massariello, torinesi, hanno con sé una borsa della spesa ma non gli occhiali protettivi. «Un'ora fa abbiamo realizzato questo visore con stagnola e scatola di cereali, per vedere l'eclissi in sicurezza. Abbiamo preso i biglietti al volo: è la nostra prima eclissi, siamo emozionati», raccontano i due, 35 e 36 anni. Alle 18 i passeggeri salgono sui vagoni storici della tranvia, stretti nei sedili di legno. Tra loro anche gruppi di associazioni che accompagnano persone con disabilità, strette nei corridoi.