Torna il calcio sulla Striscia di Gaza e insieme al pallone sui campi della Palestina si intravede un barlume di speranza per una pace duratura e un futuro migliore per la popolazione martoriata da tre anni di guerra, morti e disperazione. A ridare la luce e un traguardo per arrivare ad un briciolo di normalità in un territorio così devastato da mesi di bombardamenti e di terrore, è l'annuncio della federazione calcistica palestinese secondo cui le attività sportive dei club riprenderanno il 4 settembre, dopo tre anni di stop, la pausa forzata dovuta al conflitto tra Israele e Hamas in seguito all'attacco terroristico del 7 ottobre 2023 contro numerosi villaggi e kibbutz israeliani vicino al confine con Gaza.
Un ragazzo palestinese
Un annuncio quello della Pfa che punta a contribuire a squarciare le nubi nere sul cielo di Gaza dove la popolazione fatica inevitabilmente a riprendere la vita normale tra le macerie della Striscia e tutti i problemi legati alla tragedia umanitaria dopo quasi tre anni di guerra sono molto lontani dall'essere risolti. La prima competizione che si giocherà alla ripresa sarà la "Coppa dei Mille Martiri", in onore degli oltre 1.000 atleti palestinesi uccisi da Israele durante la guerra, secondo i dati forniti dalla federazione stessa. Al torneo parteciperanno più di 200 club, tra cui 146 della Cisgiordania occupata dallo Stato ebraico, 44 di Gaza, 36 provenienti dai campi di profughi palestinesi in Libano. "Non abbiamo perso la nostra volontà nazionale, né la convinzione che lo sport continuerà ad essere simbolo di speranza e vita" ha affermato il presidente della federazione, Jibril Rajoub, che ha poi ribadito alla Fifa la richiesta di imporre sanzioni ai club israeliani che operano negli insediamenti della Cisgiordania e di sospendere Israele dall'organizzazione mondiale del calcio per la condotta a Gaza.










