Per Roma e Berlino il groviglio è soprattutto una questione di calendario. Il Viminale considera azzerate le pendenze relative agli arrivi precedenti al 12 giugno 2026 (data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo) in virtù di un'intesa dell'8 dicembre che aveva chiuso un contenzioso su circa 60mila posizioni. La Germania la vede diversamente: per il ministero dell'Interno tedesco, quella sanatoria è venuta meno proprio con l'entrata in vigore del Patto. E su questo punto la portavoce ha preferito non sbilanciarsi: "Dovrò verificare nuovamente e fornire una risposta precisa in un secondo momento”. Sui casi successivi al 12 giugno, invece, l'Italia gioca la carta delle Ong: fonti del Viminale a Repubblica avrebbero sapere che Roma chiederà una "compensazione" che tenga conto dei migranti sbarcati sul territorio nazionale da imbarcazioni umanitarie battenti bandiera tedesca. La maggior parte delle quali sarebbero legate a realtà come Sea-Watch. Le Ong, però, non ricevono ordini dal governo di Berlino, e nessun regolamento europeo attribuisce allo Stato di bandiera della nave la responsabilità della domanda d'asilo, che resta del Paese di sbarco. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della commemorazione di Sant'Anna di Stazzema, ha smorzato i toni: "Non credo ci sia un problema con la Germania. C’è tutta la questione delle navi Ong battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare in Italia. Quindi credo che da questo punto di vista si trovi un equilibrio, non credo ci siano problemi per far rientrare i dublinanti nella Germania”. La Commissione europea il 15 luglio aveva già invitato Roma a rimuovere gli ostacoli residui ai trasferimenti: tra il 12 giugno e il 7 luglio, otto Stati membri ne avevano chiesti dodici, tutti respinti dall'Italia. Nel frattempo la crisi migratoria continua ad agitare anche il resto dell'Unione: la premier danese Mette Frederiksen ha detto al Parlamento di Copenaghen che la Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere, e "in ultima istanza" anche a chiuderle, in caso di una nuova ondata attraverso l'Europa.
Migranti, la Germania conferma: "Le espulsioni verso l'Italia si faranno, ci sono accordi". E Roma tira in ballo le Ong tedesche
Il ministero dell'Interno tedesco ha risposto alle polemiche di questi giorni: "Siamo un po' sorpresi dell'agitazione". Alla base, gli accordi bilaterali chiusi










