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Quando c'è da finanziare qualcosa e non ci sono le coperture il leader della Lega dice sempre la stessa cosa: "Tassiamo gli extraprofitti delle banche". Soldi che dovevano essere destinati al taglio delle tasse, al finanziamento dei mutui sulla prima casa, alle imprese, alla pace fiscale, al taglio delle accise, alla sicurezza. Ma il governo non ha mai dato seguito agli annunci

Non una banca, un bancomat. Che per Matteo Salvini si è rotto. Da inizio legislatura per almeno 18 volte il leader della Lega ha invocato una tassa sugli extraprofitti delle banche. E lo ha fatto per otto motivi diversi. Senza mai ottenere nulla.

Ripercorriamo a grandi linee una saga che dura da quattro anni. E partiamo dall'episodio più recente. L'11 agosto 2026 ci è stata offerta l'ultima versione del sogno salviniano di tassare gli extraprofitti. Questa